Think Tank · Guide AI Act
Usi vietati dell'AI: cosa un'azienda non può fare
Un software che "legge" le emozioni dei dipendenti al telefono, telecamere che deducono l'origine dei clienti, un chatbot che spinge gli anziani a firmare contratti: sono usi dell'AI vietati in tutta l'Unione europea dal 2 febbraio 2025. Il divieto vale per tutti, piccole imprese comprese, ed è la parte dell'AI Act con le sanzioni più alte.
Aggiornato al 22 ottobre 2026 · A cura del Think Tank di Visionari
In breve
- Alcune pratiche sono vietate e basta: non esiste un modo di "metterle in regola".
- Il divieto riguarda anche chi usa l'AI, non solo chi la sviluppa: se il fornitore ti vende uno strumento vietato, non puoi usarlo.
- Il rischio più concreto per le PMI è nascosto in funzioni "extra" di software già in uso, come l'analisi delle emozioni o delle caratteristiche delle persone.
- Sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato; per le PMI vale l'importo più basso tra i due.
Le pratiche vietate, con esempi per le imprese
L'articolo 5 dell'AI Act (Regolamento UE 2024/1689) elenca le pratiche di AI considerate un rischio inaccettabile per i diritti delle persone. Ecco quelle che possono riguardare un'impresa.
1. Riconoscere le emozioni dei dipendenti (o degli studenti)
È vietato usare l'AI per dedurre le emozioni delle persone sul luogo di lavoro o a scuola a partire da dati biometrici come volto, voce o battito, salvo motivi medici o di sicurezza. Esempio: un software per call center che analizza la voce degli operatori per misurarne stress, entusiasmo o rabbia.
2. Dedurre caratteristiche sensibili dai dati biometrici
È vietato classificare le persone in base a dati biometrici per dedurne origine etnica, opinioni politiche, appartenenza sindacale, convinzioni religiose, vita o orientamento sessuale. Esempio: telecamere in negozio che analizzano i volti dei clienti per stimarne l'origine e adattare offerte o vetrine.
3. Manipolare o sfruttare le persone vulnerabili
È vietato usare tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli, o sfruttare la vulnerabilità legata all'età, a una disabilità o alla situazione economica, in modo da alterare in modo significativo il comportamento delle persone e causare un danno importante. Esempio: un assistente virtuale progettato per insistere con persone anziane fino a far loro sottoscrivere contratti che non capiscono. La normale pubblicità personalizzata, invece, non è vietata in sé.
4. Il "punteggio sociale"
È vietato assegnare punteggi alle persone in base al loro comportamento o alle loro caratteristiche personali, quando questo porta a trattamenti sfavorevoli in contesti che non c'entrano o sproporzionati. Esempio: negare un servizio a un cliente in base a un punteggio calcolato sui suoi post social o sulla sua vita privata.
5. Prevedere i reati sulla base del profilo
È vietato valutare il rischio che una persona commetta un reato basandosi solo sulla sua profilazione o sui tratti della personalità. Esempio: un sistema che segnala i candidati "a rischio furto" in base al profilo psicologico.
6. Creare banche dati di volti raccolti a tappeto
È vietato creare o ampliare banche dati per il riconoscimento facciale raccogliendo immagini in modo non mirato da internet o dalle telecamere. Vale anche per chi le acquista o le usa.
7. Novità dell'Omnibus: contenuti intimi falsi
L'Omnibus digitale (Regolamento UE 2026/1744) ha aggiunto il divieto di sistemi di AI usati per generare immagini, video o audio intimi di persone reali senza il loro consenso, o materiale pedopornografico. Si applica dal 2 dicembre 2026.
L'elenco comprende anche l'identificazione biometrica "in tempo reale" negli spazi pubblici a fini di polizia, che riguarda le forze dell'ordine e non le imprese.
Cosa fare in pratica: 4 passi
- Fai l'elenco degli strumenti AI in uso. Compresi quelli "nascosti" in software più ampi: centralini e call center, videosorveglianza e analisi dei clienti in negozio, gestionali HR, piattaforme di marketing.
- Controlla le funzioni a rischio. Cerca parole come "emotion detection", "sentiment vocale", "analisi del volto", "profilazione comportamentale", "punteggio". Nel dubbio, chiedi per iscritto al fornitore cosa fa esattamente lo strumento.
- Disattiva o sostituisci ciò che rientra nei divieti. Spesso sono funzioni opzionali che si possono spegnere. Conserva traccia di cosa hai verificato e deciso.
- Inserisci i divieti nelle regole interne. Chi sceglie e configura i software deve conoscerli: rientra nella formazione AI del personale.
Domande frequenti
Il mio CRM analizza il "sentiment" delle email dei clienti: è vietato?
No. Il divieto riguarda il riconoscimento delle emozioni a partire da dati biometrici (volto, voce, corpo) sul lavoro e a scuola. L'analisi del tono di un testo scritto non rientra in questo divieto. Se invece analizzi la voce o il volto dei clienti, l'AI Act prevede comunque obblighi di trasparenza.
Posso fare offerte personalizzate ai clienti con l'AI?
Sì, la personalizzazione in sé è lecita. Diventa vietata quando usa tecniche manipolative o sfrutta vulnerabilità, come età, disabilità o difficoltà economiche, causando un danno importante. Restano naturalmente valide le regole del GDPR e quelle a tutela dei consumatori.
Lo strumento me l'ha venduto un fornitore: la responsabilità è sua?
Non solo. Il divieto riguarda chi immette sul mercato il sistema ma anche chi lo usa. Se usi una funzione vietata, ne rispondi anche tu.
Da quando si applicano i divieti?
Dal 2 febbraio 2025. Il nuovo divieto sui contenuti intimi falsi si aggiunge dal 2 dicembre 2026.
Da dove partire
Il nostro assessment AI Act gratuito contiene una sezione dedicata agli usi vietati: in 10 minuti verifichi se qualche strumento della tua azienda rischia di rientrarci.
Fai l'assessment gratuitoCon VISIONARI PMI i nostri esperti ti aiutano a controllare gli strumenti che usi e a parlare con i fornitori, a costi accessibili.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), articoli 3, 5 e 99
- Regolamento (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull'AI)
- Commissione europea, Linee guida sulle pratiche di intelligenza artificiale vietate (febbraio 2025)
Questa guida offre un orientamento generale e non è una consulenza legale.
